lunedì 31 agosto 2009

Coisp Flash n. 35

http://www.coisp.it/flash/flash%20nr%2035.pdf

mercoledì 15 luglio 2009

PAOLO ERASMO - PREVIDENZA, CASSE UFFICIALI E SOTTUFFICIALI CHE FINE FARANNO?

"Sulla Questione Previdenza si sente parlare sempre tanto e mai fare abbastanza. A parole si trova comprensione e volontà, nei fatti non si riscontra niente. E’ il caso dei FONDI PENSIONE ancora da attivare mentre sulle “Casse Militari” (Ufficiali e Sottufficiali) non si conosce quale sarà il futuro.."

SUL PARTITO DEI MILITARI

Ho dato una letta a tutta la letteratura pressapochista di chi è in cerca di qualcosa che pur se nobile ha veramente dell'utopistico, in vero... "audere semper"... per cosa non si è mai saputo ma a qualcosa è servito, se non altro a far dell'uomo la storia.
Ora vengo al sodo, un partito dei militari? Quanti altri ne sono stati inventati nel corso della storia politica italiana, una miriade... a partire da quello delle colf, dei padri non sposati, a quello dei lavoratori clandestini...
Per noi militari il rinnovamento giova poco, se fronteggiato dalla parte della politica, abbiamo mezzo mondo contro, per non parlare dell'altra metà di pacifisti, verdi etc...

Credo, invece, e molto in una rappresentanza più concreta e meno gerarchica. I problemi sono differenti dagli altri lavoratori, checché se ne dica, a fine mese noi lo stipendio lo portiamo a casa, altri forse NO... ed io, forse meglio di chiunque altro ne sono testimone. Nel corso degli anni ho conosciuto molta altra gente e con l'imbarazzo di chi (molti colleghi) non ha mai sudato per portare a casa la pagnotta, ho sempre difeso coloro che a stento potevano mantenere il loro posto di lavoro (con a carico moglie e figli) e tutto nonostante la presenza di sindacati.
Come vedi i nostri problemi sono ben altri e di valori diversi, vero è che le giovani leve soffrono questo disagio, riflesso di una società incartata di perbenismo e nepotismo, tanti concorsi, tanti candidati e pochi miseri posti. Comunque, una buona rappresentativa sindacale con i nostri veri e ripeto veri rappresentanti militari, può avere credito nel bailamme della nostra policy corretly, malsana parola che identifica che dove c'è gerarchia non può esserci giustezza, se non solo a favore di qualcuno...
Voto a favore della versione:
SI ad una rappresentativa sindacale militare,
NO al partito dei militari...

Cordiali Saluti

LUIGI ZEFFERINO

COMUNICATO STAMPA

In risposta all’ Interrogazione Parlamentare del gruppo del partito democratico

ON. TURCO ON. - ON. BELTRANDI - ON. BERNARDINI
ON. FARINA COSCIONI - ON. MECACCI
ON. ZAMPARUTTI
In questi ultimi mesi, ho letto con molta attenzione e curiosità alcune dichiarazioni, interviste di personaggi avversi alla rappresentanza militare: un fiume di parole e strumentalizzazioni che non iriguardano i problemi reali del personale ma soprattutto tendono a dividere i militari ed accusare i delegati .
Stanco, sconcertato ed indignato di ciò, ho deciso di rispondere, facendolo con la coscienza a posto perché da sempre mi sono assunto le mie responsabilità e ho parlato schiettamente, con spirito di squadra ho inventato una serie di strumenti di informazione che non solo diffondono notizie sul mondo militare ma soprattutto hanno “fatto notizia”, e dato forza e voce ai gradini più bassi, rispettando leggi e regolamenti, e operando a titolo gratuito. Mettendo in campo la mia esperienza comunicativa acquisita nel sociale , ecco che con il sito www.girolamofoti.com, con la rubrica online e televisiva su sky 840 “Rotocalco Militare” in concessione e sotto la sigla del settimanale CNTN, organo di stampa regolarmente registrato nell’ufficio registri del tribunale di Palermo, con la collaborazione di giornalisti e pubblicisti iscritti all’albo, abbiamo offerto la nostra prestazione e il tempo dedicato al personale senza mai chiedere compensi a nessuno nel tempo libero a titolo puramente gratuito .
Arriva però un giorno in cui leggo in un’interpellanza parlamentare di membri facenti parte del Partito Democratico esprimere avversità contro la rappresentanza militare, ponendo esclusivamente l’accento sui costi di un delegato (110 euro di forfettaria giornaliera a titolo di rimborso spese).
Qualcuno più competente di me dovrebbe spiegare ai firmatari di quell’interrogazione che i 110 euro che percepisce un delegato COCER sono erogati solo in caso di convocazione, e si tratta di un rimborso spese concordato con la nostra amministrazione, invece che percepire del rimborso di albergo , ristorante (pranzo e cena) che avrebbero un costo di circa 197 euro.
Si preferisce, insomma, arrangiarsi, dato l’attuale costo della vita, proprio per non gravare inutilmente sul bilancio dello Stato.
L’unico compenso ulteriore che percepisce il delegato COCER è il “gettone di presenza” di 3000 mila lire (1,50 euro).
Scrivo questo perché è giusto chiarire che personalmente non accetto alcuna morale o strumentalizzazione della mia dignità.
Ho scelto di fare il delegato COCER esclusivamente in quanto unico strumento utile in questo momento per risolvere i problemi del personale.
Nonostante tutti i limiti e le difficoltà, stiamo attualmente trattando argomenti che da tanti anni il personale attende che siano affrontati, e ci sono molti colleghi di truppa che a livello nazionale, mi seguono, stanno giudicando e anche criticando il mio operato.
Provenendo da questa stessa categoria invito coloro che vi appartengono a non farsi condizionare o strumentalizzare da questi signori che, a mio parere e dalle esperienze passate, non si spenderanno mai per far ottenere nulla allo zoccolo duro del nostro Esercito spero che i fatti mi smentiscano.
Per cercare di comprendere il loro comportamento, mi sono dovuto però chiedere con quale coraggio questi parlamentari hanno sottoposto all’attenzione del Ministro On La Russa i presunti sprechi del COCER, dopo che il libro “LA CASTA” ha evidenziato gli sprechi, a tutti livelli, della politica.
Invece di lanciarsi in biasimabili speculazioni, si sarebbero dovuti interrogare sulla produttività del loro operato, o su argomenti ben più seri, come le condizioni dei militari, l’eterna riforma sulla rappresentanza, e sul perché durante il governo Prodi non si sia stata fatta, sui tagli alla difesa, sulle ripercussioni di essi, in particolare sui giovani, sui magri aumenti degli stipendi, sul problema delle case demaniali, come già in passato denunciato da una emittente televisiva in cui era anche ospite la Senatrice Pinotti dello stesso PD (si evidenziava il grave problema delle case demaniali inesistenti per il grado più basso: immaginavo una forte pressione politica a sostegno dei ruoli più bassi, anche rispetto al riordino delle carriere, ma al contrario…).
Invece di tutto ciò, si interviene con il solo scopo di delegittimare e dileggiare nella loro dignità i delegati cocer e il cocer come istituzione, ovvero organo di rappresentanza, offendendo così i militari stessi.
Sarei ansioso di conoscere il parere dei dirigenti del Partito Democratico, nonché della Senatrice Pinotti, l’On Callipari , e l’On. Del Vecchio (già Generale e comandante nell’Esercito).
Per concludere, anche se si è delusi dalla politica, sono totalmente contrario alla nascita di un partito dei militari, o peggio ancora esclusivamente per la truppa, e per due motivi: è inconcepibile in un paese civile e democratico; sarebbe un grave errore ghettizzare i militari di truppa in una realtà insolita come quella della politica. Altresì é auspicabile la nascita di un associazione di categoria per i militari aperta alla società civile che possa sostenere i propri diritti, con una spinta propulsiva proveniente, magari, anche dalla politica stessa.
Pertanto, invito i miei colleghi ma anche tutti coloro che hanno fiducia nella mia persona di non dar seguito a questo tipo di iniziativa, di aver fiducia nei delegati COCER, ma soprattutto di rimanere uniti nel sostenere le nostre battaglie a difesa del personale e di non farsi strumentalizzare da facili accuse demagogiche, specie se coloro che accusano sono i primi e veri responsabili degli sprechi e i costi della politica, di risultati pessimi.
Se si sostiene che un delegato COCER dovrebbe essere accasermato, si pone un impedimento al delegato che in qualche modo è sempre sottocontrollo.
Per poter difendere i diritti dei rappresentati ci vuole un minimo di libertà di azione e di relazionare con l’esterno, amenochè non si istituisca un organo Sindacale, diritto negato ai militari italiani a differenza di altri paesi europei .
A questa proposta dovrebbe seguire l’esempio da parte dei parlamentari di alloggiare in foresterie dello stato, rinunciando a tante indennità ivi compreso quello degli alberghi di lusso o rimborso forfettario di affitti per appartamenti in Roma.

Risentito nella mia dignità di uomo e di rappresentante dei militari di truppa
firmo a titolo personale questo comunicato stampa .
(Ai sensi dell\\\'articolo 21 della costituzione italiana#

Girolamo Foti detto Mirco


N.B. Ad ogni buon conto ricordo ai signori politici, che ai delegati che partecipano alle sedute dei Consigli della Rappresentanza Militare , comprovate da apposito Verbale, compete la corresponsione del gettone di presenza a mente dell’art. 1 del D.P.R. n. 5/1956 e successive modifiche dal valore di 3000 Lire #convertito in € 1,55) a gettone.

ESERCITO: VERSO CAMBIO AL VERTICE, QUATTRO GENERALI IN CORSA

ROMA, 13 LUG - Avvicendamento in vista ai vertici dell'Esercito: il mandato del generale Fabrizio Castagnetti scadra' infatti a settembre e, secondo quanto si apprende, gia' il prossimo consiglio dei ministri potrebbe nominare il suo successore. Quattro i generali in lizza. I nomi che circolano con piu' insistenza sono infatti quelli del generale Giuseppe Valotto, capo del Coi, il Comando operativo di vertice interforze; del generale Biagio Abrate, capo di Gabinetto del ministro della Difesa; del generale Armando Novelli, comandante delle Forze operative terrestri e del generale Adriano Santini, consigliere militare del presidente del Consiglio. Si tratta di un passaggio di consegne importante ai vertici delle Forze armate, che segue di poco la designazione del nuovo comandante generale dell'Arma dei carabinieri (il prossimo 23 luglio si insediera' il generale Leonardo Gallitelli al posto di Gianfrancesco Siazzu, giunto a fine mandato). (ANSA)

PRESENTATO PARTITO PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI MILITARI

Soggetto politico per la sindacalizzazione delle Forze armate. Roma, 15 lug. (Apcom) - Un partito per la "democratizzazione e la sindacalizzazione delle forze armate" è stato presentato oggi dal deputato radicale Maurizio Turco. "Abbiamo tanti militari in giro per il mondo, come Alessandro Di Lisio (il caporalmaggiore ucciso ieri in Afghanistan, ndr.), che garantiscono la democrazia, la libertà e lo Stato di diritto in paesi dove questi diritti sono negati", ha affermato Turco nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, "ma i diritti sono negati anche a loro". Il deputato radicale ha precisato che il Partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm) non mira ad eleggere deputati poiché già ci sono, tra i banchi del Parlamento, parlamentari sensibili al tema dei diritti dei militari. "Vogliamo recuperare decenni di violazioni e anche di violenze", ha detto Turco, che ha anche ricordato l'iniziativa radicale degli anni scorsi per abolire i tribunali militari. A presentare il nuovo soggetto politico, che si è dato 90 giorni per vedere effettivamente la luce, erano presenti anche Luca Marco Comellini, che ne è segretario, e l'avvocato Giorgio Carta.

giovedì 2 aprile 2009

DIFESA: RIORDINO DELLE CARRIERE FORZE ARMATE E FORZE DI POLIZIA

Roma, 2 apr - Pubblichiamo un interessante dossier della Camera dei Deputati sul riordino delle carriere del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate.

LEGGI IL DOSIER SUL RIORDINO

http://www.grnet.it/allegati/dossieriordino.pdf